A questo punto dobbiamo affrontare un altro equivoco. Se diciamo che nella storia della vita il caso svolge un ruolo fondamentale, qualcuno potrebbe intendere: allora tutto avviene senza regole. Non è ciò che significa. La casualità non è sinonimo di assenza di causalità.
Un dado lanciato obbedisce alle leggi della meccanica. La traiettoria dipende dalla forza impressa, dalla rotazione, dall’attrito, dall’urto contro la superficie. Il fatto che noi trattiamo l’esito come casuale non significa che il dado abbia temporaneamente sospeso le leggi fisiche.
Allo stesso modo, la meiosi è un processo altamente regolato. I cromosomi omologhi si riconoscono. Si appaiano. Possono ricombinare. Vengono separati.
La cellula possiede apparati molecolari sofisticati che controllano questi passaggi. Eppure il risultato genetico del singolo gamete non è scritto in anticipo come parte di un progetto destinato a produrre quello specifico individuo. Ordine e contingenza possono coesistere. È forse una delle idee più difficili da accettare. Siamo portati a costruire un’opposizione: ordine oppure caso. Progetto oppure caos.
Ma la natura non è obbligata a scegliere fra queste alternative. Non sta lì per soddisfare i nostri bisogni e curiosità, “non è organizzata per corrispondere alle nostre speranze”[1]. Può esistere un processo rigorosamente vincolato da leggi che produce una pluralità di esiti possibili senza possedere alcuna rappresentazione anticipata dell’esito che effettivamente si realizzerà.
[1] J. Gould, [1997].
Commenti
Lascia tu il primo messaggio.
Grazie! Il tuo messaggio è pubblicato.
Grazie! Il tuo messaggio è in attesa di moderazione.

