L'ultimo libro di Riccardo Dri
(settembre 2010)
IL NICHILISMO
(dalla sventura all'opportunità)
ISBN-10: 88-6122-246-3
ISBN-13: 978-88-6122-246-5
Edizioni Seneca Torino
pag. 301
€ 19.00
Presentazione
Il Nichilismo: il concetto più frainteso della storia. Chi vuole leggere un libro intitolato “Il nichilismo” sa che non si troverà di fronte un messale per la domenica. Tutti i testi che si occupano di questo argomento, infatti, ruotano attorno alla “morte di Dio”. Proprio al contrario questo libro, facendo qualche passo indietro, non si chiede tanto e preliminarmente perché Dio muore, ma perché Dio nasce: qui la sua originalità.
Se gli dèi, come le filosofie ottimiste, socratiche, edificanti, non sono stati che “rimedi”, questo testo si interroga sul “rispetto a che” essi siano stati rimedi. La finitezza e, più in concreto, la mortalità dell’uomo, è la risposta. Esso sottotitola: “Dalla sventura all’opportunità”, alludendo al fatto che dopo il tramonto di tutti i valori tradizionali, convenzionali e supremi, vissuto con sgomento e disorientamento, è giunto il momento che tale naufragio cominci a lavorare per noi.
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THE NIHILISM
(from calamity to opportunity)
Introduction
Nihilism: The most misunderstood concept in history. Who wants to read a book titled "nihilism" should know they won't face a missal for Sundays. All texts dealing with this topic, in fact, revolve around the "death of God". On the contrary this book, taking a few steps back does not ask first of all why God dies, but why God was born. Here its originality.
If the gods, as the optimistic, Socratic, edifying, philosophies have been just "remedies", this text asks the "versus" they are remedies. Finitude and, more specifically, the mortality of man is the answer. It's subtitle: "From the evil to the opportunity," alluding to the fact that after the decline of all traditional, conventional and supreme values, lived with dismay and confusion, it is time that the wreck starts working for us.
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Recensione de Il Monviso - settimanale - 28-1-2011

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Questo libro confronta il pensiero di Platone e quello di Nietzsche, tradizionalmente l’inaugurazione della filosofia come metafisica e la sua lenta ma inesorabile dissoluzione. Dopo la pubblicazione in Italia dell’Introduzione ai dialoghi platonici, il corso che Nietzsche tenne a Basilea nei semestri invernali 1871-72 e 1873-74 e nel semestre estivo 1876, gli esperti si sono chiesti se non fosse il caso di rivedere questa netta contrapposizione.
Il dibattito che ne è sorto ha mostrato che l’idea, inizialmente ipotetica e indiziaria, secondo cui “nelle sue tesi più radicali e più importanti, Nietzsche è sempre stato un platonico” (così afferma Biuso), aveva dei solidi fondamenti. In questo testo non solo essi sono stati analizzati mediante una ricostruzione testuale sugli scritti dei due filosofi, ma si è cercato in più di individuare il criterio ermeneutico più plausibile con il quale leggere impensabili assonanze e comprendere le motivazioni effettive delle residue distanze.
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