Area ermeneutica
Nascere
(dalla meteria animata all'esistenza)
Ciò che passa per “istinto di vita” lo abbiamo in comune con l’animale: è la stessa vita che vuole vivere, anche nostro tramite o nostro malgrado, ed essa non si arresta, non si ferma, non si modifica, non si piega ai nostri desideri: è il cosiddetto stemma della necessità, per il quale il soggetto autore torna a scoprirsi spettatore. Ma in questo farsi spettacolo della Verità la gravidanza è proprio il primo esempio della possibilità dell’abbraccio non frontale, e perciò caso limite, tra due entità separate ma “connesse”. Siamo estranei alla nostra vita: posso sempre decidere di farla finita (il suicidio), ma non posso decidere di farla nascere. E se prima della nascita la madre già interagisce con il suo bambino, dopo la nascita l’interazione si propaga all’esterno, fondendo la natura con un abbraccio primordiale, quello che ci ha accolto per consolare i nostri primi vagiti, quello che ci ha sussurrato “Benvenuto”.
195 pagine, 221 riferimenti bibliografici, 429 note
CLICK SULL'IMMAGINE PER ORDINARLO.
Migrare
Essere e campo
Penso dove non sono
Mi sono alzata una notte per andare in bagno, ed ecco che sbirciando la camera dei bambini li ho trovati nel sonno a tenersi per mano”. Non esiste un Io se non c’è un Tu. Ma chi è l’Io se è un tu a far essere io quell’Io? E chi è il Tu se non c’è un Io a far essere tu quel Tu? L’Io è costruzione e risposta, in un colloquio infinito per infinite vite già trascorse e per quelle non ancora venute. Da ricordare agli psicologi che trattano l’Io come se fosse una categoria eterna, mentre ha soltanto tre secoli di vita.
173 pagine - 374 note - 163 indicazioni bibliografiche.
CLICK SULL'IMMAGINE PER ORDINARLO



