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uscito il 15 novembre 2020



Mi sono alzata una notte per andare in bagno, ed ecco che sbirciando la camera dei bambini li ho trovati nel sonno a tenersi per mano”. Non esiste un Io se non c’è un Tu. Ma chi è l’Io se è un tu a far essere io quell’Io? E chi è il Tu se non c’è un Io a far essere tu quel Tu? L’Io è costruzione e risposta, in un colloquio infinito per infinite vite già trascorse e per quelle non ancora venute. Da ricordare agli psicologi che trattano l’Io come se fosse una categoria eterna, mentre ha soltanto tre secoli di vita.   

173 pagine - 374 note - 163 indicazioni bibliografiche




uscito il 30 agosto 2020


CANDIDATO AL PREMIO LETTERARIO
NAZIONALE  EQUI-LIBRI

Riesce a noi assai singolare che si possa concepire un uomo in cui abiti un ospite straniero, un suo duplicato più debole, un altro io, come sua psiche. Ma questa, appunto, è la fede dei cosiddetti popoli primitivi di tutta la terra. Le osservazioni che condussero ad ammettere una doppia vita nell’uomo erano familiari ai Greci di Omero, come lo furono ad altri popoli. Non può essere affermato più chiaramente che il simulacro dell’anima non ha parte alcuna nell’attività dell’uomo sveglio e pienamente cosciente. Il suo regno è il mondo del sogno. Quando l’altro Io, senza coscienza di sé, è sprofondato nel sonno, si risveglia ed opera il suo doppio. Vive dunque in lui un secondo Io, che opera nel sogno. Questo essere aereo si chiama, appunto, «psiche», cioè «una vita, un fantasma, che tuttavia non ha del tutto coscienza» [(ψυχὴ καὶ εἴδωλον, ἀτὰρ φρένες οὐκ ἔνι πάμπαν) Omero, Iliade, XXIII, V. 104]. Zeus, invece, “riconosce i due lati, ed è congenere a entrambi” [(Ζεὺς ἑτερορρεπής […] ἀμφοτέροις ὁμαίμων) Eschilo, Le Supplici, v. 403]. 
ISBN: 978-88-98971-54-1  EDEN EDITORI


Uscito il 30 agosto 2020
Profondità e abissi nelle tossicodipendenze
uscito il 30 agosto 2020

Cercare di comprendere la tossicomania attraverso lo studio delle droghe ha all’incirca lo stesso senso che cercare di compren­dere l’acquasanta stu­diando l’acqua. Al di là del bene e del male, che hanno valore finché c’è una scelta da fare, la notte è male solo per il giorno, che però avverte di non essere il tutto. Il sogno finisce iniettato nella veglia perché non sappiamo fare della veglia un sogno. La droga, tutte le droghe, pesanti o leggere, compreso il tabacco, l’alcool e tutte le varianti contemporanee, sono condotte di esorcismo: esorcizzano la realtà, l’ordine sociale, l’indifferenza delle cose.
La droga non piove dal cielo. Noi produciamo droga e anti-droga, e in ambedue i casi non possiamo né non produrre droga né evitare di contrastarla. Il successo della droga sta tutto in questa situazione immodificabile e paradossale. È un processo che noi stessi abbiamo scatenato e che si svolge ormai senza di noi con l’implacabilità di una catastrofe naturale; regna, fortunatamente o disgraziatamente, l’inseparabilità del bene e del male, e quindi l’impossibilità di promuovere l’uno senza promuovere al tempo stesso l’altro.

 ISBN 978-88-31691-08-6
214 PAGINE, 322 NOTE, 181 RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI, € 14.00.
Uscito il 30 agosto 2020



In Libreria dal 23 marzo 2020




La donna ci mette al mondo (nascita), ci allatta (crescita), è la nostra compagna di letto (riproduzione), e ci riaccoglie nel suo grembo nel nostro ultimo viaggio (morte). Il ciclo della vita (e della morte) non può essere che femminile. L'uomo, a partire da quella radice femminile che discende dal corpo di donna, percepisce di esserne figlio e fratello insieme, figlio di una nascita e fratello nel suo appartenere, come la madre, al genere umano. "E a questo punto, perché no, si può parlare di incesto universale." [...] Non cercammo l'altra metà, bensì con infinito stupore scoprimmo un'entità inscindibile nell'incomprensibile tutto. Così eravamo fratelli nel mito, prima che l'incesto fosse sacrilego.

594 pagine, 1137 note, 486 bibliografie

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In Libreria da gennaio 2020

Aristotele definisce Euripide “Il più tragico dei tragici” nella sua Poetica. L’affermazione cardine della tragedia è questa: “Tu non sai cos’è la tua vita, tu non sai né cosa fai e né chi sei” (v. 506). Se non lo si fosse letto in Euripide avremmo potuto attribuirlo a Sigmund Freud, o a Jung, o ad altri psicoanalisti. In effetti la psicoanalisi non si applica al dolore (per mitigarlo) ma lo assume come linea di demarcazione che distingue il semplice animale dall’uomo. E non perché il semplice animale non possa soffrire, ma è esente da quel particolare dolore che consiste nella coscienza della propria morte. Tutto questo si chiama: tragedia, e tutto il resto è maschera. 


ISBN 9788831656177


 
 



Uscito A Novembre 2019
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L’inconscio collettivo non è solo quello illustrato da C.G. Jung, che ne ha stabilito le basi e definito i contorni.
In questo volume, dopo un esame accurato delle prospettive indicate da Jung, si potranno esaminare altri “derivati” in vigore nel nostro quotidiano, non meno inconsci, e non meno collettivi di quello classico radicato nel mito, nelle religioni, nell’ereditarietà psichica di specie.
Così ci si potrà fare un’idea dell’inconscio mortifero, economico, tecnologico, scientifico, nichilistico, informatico, linguistico e religioso. Queste sono le linee guida di ciò che non è presente nella nostra coscienza, sia di individuo, tanto meno di massa. Aleggia un enigma che la filosofia riconosce, e conduce innanzi con quella sua solita radicale meraviglia.
ISBN: 978-88-31647-60-1

SCARICA GRATIS IL PDF delle prime 55 pagine
cliccando QUI 

Uscito a gennaio 2020

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L’estinzione del desiderio è la premessa dell’apatia rispetto alla propria vita. E d’altra parte, cosa si potrebbe desiderare in un deserto dove non c’è nulla da volere? Un tempo il pericolo nasceva dai sensi di colpa generato dal conflitto tra permesso e proibito. Oggi invece, che tutto è permesso, complice l’ideologia consumistica e performativa imperante, la depressione nasce dal senso di inadeguatezza (l’obiettivo delle performance, la competizione, lo spingersi sempre di più per migliorare le nostre prestazioni e l’efficienza). Infatti la costruzione antropologica del “tu puoi” (i comandamenti) è infinitamente più costrittiva del “tu devi”. L’auto-costrizione è più potente di una costrizione esterna, perché nessuno può andare consapevolmente e volontariamente contro se stesso. E le psicologie moderne lavorano per adattare il neo-disadattato, ma, a loro insaputa, a vantaggio dell’adattatore.
Sconto del 15% ( euro 17,85)



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